La disabilità in Italia

La disabilità in Italia

Con il termine disabilità ci si riferisce alla condizione personale di chi, in seguito a menomazioni accidentali, più o meno gravi, che colpiscono il fisico, la mente, e i sensi, differiscono notevolmente dal concetto di normalità.

Pertanto la persona in questione, possiede una ridotta capacità d’interazione con l’ambiente sociale e risulta meno autonomo nello svolgere le attività fisiche quotidiane.

Nel corso degli anni anche il concetto di disabilità ha subito un’evoluzione.
Per molto tempo in Italia la disabilità veniva intesa secondo due definizione :

  • Definizione dal medico: disabilità come sinonimo di anormalità fisiologiche e psicologiche che necessitano di trattamento medico.
  • Definizione sociale: la disabilità concerne gli svantaggi causati dall’ambiente fisico e sociale che ne limitano il benessere delle persone disabili.

Secondo la visione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (O.M.S.) non è sufficiente né l’una né l’altra definizione, bensì dovrebbero essere integrate fra loro.
Con ciò, è importante evidenziare che Il bisogno della persona con disabilità è soprattutto quello di trovare un contesto ambientale idoneo a ridimensionare la sua disabilità.

Nelle disposizioni italiane, invece, la disabilità è ancorata a due articoli della Costituzione Italiana:

Art. 3 Cost., sancisce che “tutti i Cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione alcuna, e che «è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”. Lo stesso articolo vieta la distinzione “di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. Con quest’ultimo si affermano fortemente i diritti civili di ciascuno e, quindi, anche delle persone con disabilità.

Art. 38 Cost., ove si prevede che “ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale”. Assistenza quasi compensativa, quindi, una volta che siano state dimostrate l’indigenza e l’inabilità, è giusto che alle persone affette da disabilità vengano forniti i giusti mezzi per vivere, scegliere e partecipare, al pari degli altri.

Approfondisci l’argomento leggendo anche la “Guida alla mobilità”, relativo al diritto alla mobilità per le persone disabili >
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